Chernobyl, domato l'incubo nucleare

Chernobyl ora è al sicuro, dopo più di 30 anni da quel terribile disastro nucleare avvenuto il 26 Aprile 1986 che gettò nel terrore mezza Europa.
Ieri, con un anno di anticipo, è stato posizionato il gigantesco sarcofago, battezzato  “New Safe Confinement”, sui resti del reattore no.4.
Realizzato in acciaio, è largo 275 metri, alto 108 metri e ha un peso di circa 36 mila tonnellate:  ad oggi rappresenta la struttura mobile più grande mai costruita dall’uomo e sono stati necessari 10 anni per la progettazione e 6 per la sua realizzazione.
L’arco, infatti, costruito nelle vicinanze dello stabilimento, è stato fatto “scivolare” sul reattore grazie a un sistema di martinetti idraulici: l'operazione è durata 2 settimane  a causa della difficoltà delle operazioni di traslazione.
 

Quello che ha tutto l’aspetto di un enorme hangar, è il frutto di una lunga serie di donazioni a cui hanno partecipato 40 Paesi tra cui anche l’ItaliaLa struttura, ovviamente, non consentirà il ritorno alla normalità però, grazie ad essa, nei prossimi anni si potranno rimuovere le 200 tonnellate di materie radioattive ingabbiate in fretta e furia attraverso il primo sarcofago fatto di cemento e ferro e sarà in grado di isolare il reattore per circa 100 anni.
 

Nell’area di quasi 2600 chilometri quadrati intorno al reattore, disabilitata appunto dal disastro, i livelli di contaminazione sono ancora alti e, secondo, lo rimarranno per decenni. 
I lavori, sempre grazie alla Banca europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, proseguiranno nei prossimi mesi per portare avanti la bonifica dell’area.

SEA ha contribuito con la fornitura di 6 trasformatori con avvolgimenti MT isolati in resina che son stati utilizzati per i sistemi elettrici ausiliari atti allo spostamento dell'imponente arco di contenimento:

  • No. 2 1250 kVA con tensioni 6.6 / 0.4 kV
     
  • No. 2 2000 kVA con tensioni 6.6 / 0.4 kV
     
  • No. 2 2500 kVA con tensioni 6.6 / 0.4 kV

Ancora una volta la tecnologia italiana si è resa protagonista di un progetto di fama mondiale.